Quando entriamo nell’ambito della psicologia dell’anziano, il saper motivare la persona gioca un ruolo fondamentale.

Con il termine “motivazione” in Psicologia ci si riferisce abitualmente a ciò che spinge un individuo ad agire o mettere in atto un determinato comportamento, spesso al fine di raggiungere un obiettivo. Chiunque si trovi a rapportarsi con una persona anziana può chiedersi quale sia il modo più opportuno di comportarsi nei suoi confronti, ad esempio per motivarla a svolgere un’attività o un compito. Di seguito riporterò alcuni suggerimenti per motivare efficacemente un anziano, favorendone il benessere e contrastando gli stati depressivi.

Sostenere i pensieri motivanti: si può fare anche con gli anziani

La motivazione di un individuo può essere influenzata in modo positivo o negativo da vari fattori. Quotidianamente viviamo successi e insuccessi, attribuendoli talvolta a cause interne, talvolta a cause esterne, oppure a fattori puramente casuali. Il nostro pensiero ha un ruolo molto importante nel determinare la possibilità di sentirci motivati a fare qualcosa e ottenere un esito positivo. Ad esempio, pensieri come “non sono portato”, “non ho la giusta attitudine”, “non sono capace” e così via, ci porteranno ad evitare un compito o ottenere un esito negativo. Viceversa, se pensiamo: “dipende da me”, “posso farcela!” attribuiamo a noi stessi (causa interna) la riuscita o meno nel compito e ci predisponiamo ad un successo anziché ad un insuccesso. Spesso si instaura un circolo vizioso in cui pensieri negativi determinano la messa in atto di comportamenti inefficaci, e l’esito di tali comportamenti va a propria volta a confermare il pensiero di partenza, come nella profezia che si auto-avvera. I pensieri demotivanti possono essere sostituiti quindi con pensieri motivanti.

Creare un ambiente motivante per l’anziano

Se stiamo accanto ad una persona anziana in qualità di figli, amici, operatori o caregivers possiamo contribuire a creare per lui un ambiente che favorisca la motivazione. Innanzitutto andranno prese in considerazione i nostri comportamenti e gli effetti che questi comportano per l’anziano. Dovremmo porre attenzione al modo in cui interpretiamo i suoi successi o insuccessi e ai feedback che forniamo. Ad esempio, è meglio evitare di attribuire uno scarso successo alla mancanza di abilità (“non sei capace”). Riconoscersi incapaci di fronte ai compiti è uno dei fattori che predispone l’anziano alla depressione e abbassa lo stato di salute. Un ambiente motivante è quindi un ambiente che supporta l’autonomia dell’anziano, sostenendo pensieri motivanti. È importante far mantenere all’anziano un certo grado di autonomia non sostituendosi ad esso ma supportandolo e suggerendo strategie efficaci, così che egli possa continuare a percepirsi come competente, utile ed efficace. 

Contrastare gli stereotipi negativi della terza età

Gli stereotipi negativi legati all’età, ad esempio lo stereotipo comune che “l’anziano ha poca memoria”, contribuiscono a diminuire la prestazione dell’anziano. È stato dimostrato come gli anziani tendano ad attribuire all’età, e quindi a fattori non modificabili, i propri insuccessi. Ad esempio, una persona anziana potrebbe affermare: “dimentico perché sono vecchio”. In uno studio di Maass e Cadinu (2003) due gruppi di anziani venivano sottoposti al medesimo test cognitivo, tuttavia ad un gruppo veniva detto che si trattava di un test di memoria, mentre all’altro veniva detto che si trattava di un test sulla fantasia. Sorprendentemente, la prestazione per il primo gruppo è risultata inferiore per effetto degli stereotipi negativi. Anche uno studio recente di Haslam et al. (2012) ha dimostrato che l’esposizione a messaggi che enfatizzano il declino delle funzioni cognitive con l’età ha l’effetto di diminuire la prestazione in un compito di memoria. Andrebbe incoraggiata quindi una visione più positiva sull’invecchiamento e le competenze dell’anziano, poiché questa ha un impatto diretto sulle prestazioni.

Come motivare un anziano

Ecco alcuni suggerimenti su come motivare una persona anziana:

  • rendere i compiti affrontabili, per esempio suddividendoli in piccoli step o suggerendo strategie efficaci;
  • sostenere gli obiettivi e valori personali dell’anziano nell’eseguire un’attività;
  • supportare l’autonomia rispettando i tempi e i vissuti emotivi di rifiuto o rabbia;
  • promuovere una visione delle abilità come modificabili;
  • ridurre il confronto e il ricorso a stereotipi;
  • promuovere l’autoefficacia, ovvero sostenere la percezione dell’anziano di essere capace di affrontare i compiti e le situazioni;
  • offrire all’anziano piccole possibilità di scelta e occasioni per esercitare il proprio controllo facendolo sentire “utile” e “con uno scopo”.

Queste sono solo alcune delle tante strategie che possono aiutarti a relazionarti in modo più efficace con una persona anziana. Consultare una psicologa esperta può essere di enorme aiuto nel mettere a punto strategie su misura per motivare un anziano, gestendo anche le emozioni che questo comporta per il caregiver.

Se hai bisogno di supporto o consigli personalizzati per motivare una persona anziana o se cerchi un supporto per tematiche legate all’invecchiamento, alla terza età e alla psicologia dell’anziano, non esitare a contattarmi: sono pronta ad aiutarti nel mio studio di Milano.

Fonti:

De Beni R., Borella E. (2015). Psicologia dell’invecchiamento e della longevità. Ed. Il Mulino.