La dipendenza affettiva o “love addiction” rientra nell’ambito delle nuove dipendenze e si riferisce ad un disturbo caratterizzato da mancanza di reciprocità nella vita affettiva e nelle relazioni d’amore. Una relazione di coppia patologica può essere animata da meccanismi disfunzionali che provocano malessere fisico e psicologico ad uno o entrambi i partner, anziché generare benessere e serenità come sarebbe auspicabile in una relazione sana.

Vediamo insieme, dunque, come uscire dalla dipendenza affettiva e dove cercare sostegno per farlo.

Dipendenza affettiva: quando l’amore si ammala

Nel parlare di dipendenza affettiva va premesso che ciascuno di noi è dipendente in qualche misura dagli altri e questo fatto non è necessariamente patologico. Tutti abbiamo bisogno di approvazione, empatia, conferme e ammirazione da parte degli altri per sostenerci e alimentare la nostra autostima. La vera indipendenza quindi non sarebbe né possibile né auspicabile. Tuttavia ci sono dei casi in cui la dipendenza diventa estrema e assume delle forme patologiche.

Secondo Gabbard (1995) una persona con una dipendenza affettiva patologica mostra difficoltà a prendere delle decisioni da sola, ha un atteggiamento sottomesso nei confronti degli altri, ha sempre bisogno di rassicurazioni e non è in grado di funzionare bene senza qualcun altro che si prenda cura di lei. La persona dipendente vive nel terrore della solitudine e dell’abbandono e fatica a fronteggiare la fine di una relazione. Quando sola si sente inibita ed indifesa, e pur di mantenere la relazione con l’altro è disposta ad accettare situazioni che chiunque altro giudicherebbe intollerabili (Lingiardi, 2005).

Dipendenza affettiva dal partner: gli indizi per riconoscerla

Ecco un sommario dei principali segnali di una dipendenza affettiva:

  • Tendenza ad appoggiarsi all’altro completamente;
  • Difficoltà a separarsi dall’altro;
  • Propensione a soddisfare i bisogni dell’altro e sacrificare i propri;
  • Isolamento e impoverimento della vita sociale al di fuori della coppia;
  • Atteggiamento negativo verso se stessi, sensi di colpa, bassa autostima;
  • Relazione con un partner narcisista;
  • Paura del cambiamento.

Un primo aspetto della dipendenza affettiva è il carattere di dipendenza assoluta dal partner. La persona con dipendenza affettiva infatti si appoggia completamente all’altro, ritiene l’altro indispensabile per il proprio equilibrio e per lui/lei è disposta a rinunciare a qualsiasi cosa. Un secondo aspetto è dato dalla difficoltà a separarsi dal partner che si manifesta con continue richieste di vicinanza e affetto, senso di angoscia associato all’allontanamento dal partner e paura della solitudine. Tutte le energie vengono impiegate nel donare amore e il donatore d’amore a senso unico” è pronto a subordinare i propri bisogni completamente a quelli del partner. Egli farebbe qualunque cosa per ottenere la sua stima e approvazione. Ritiene erroneamente che occupandosi sempre dell’altro la relazione si mantenga stabile e duratura, ma, puntualmente si presentano situazioni di delusione e risentimento che lo fanno precipitare nella paura. Mentre il partner è al centro dell’attenzione si tende a sacrificare la propria vita relazionale con amici, parenti, colleghi o altre persone significative, trovandosi via via isolati, e in una crescente condizione di dipendenza dal partner. Si alimenta così un circolo vizioso che è difficile sciogliere. Una relazione affettiva sbilanciata o a senso unico spesso presuppone la presenza di un partner narcisista da un lato e, dall’altro, la presenza di un partner pronto ad annullarsi, sminuirsi e sacrificarsi per la relazione. Il cambiamento suscita paura e può essere difficile cogliere e sviscerare i meccanismi della relazione patologica se non sotto la guida di un esperto.

Sostegno psicologico per uscire da una dipendenza affettiva

Il primo passo per uscire da una dipendenza affettiva è senza dubbio prendere coscienza del problema. Molti infatti tendono a scambiare i sintomi di una dipendenza affettiva come semplici manifestazioni di amore e bontà nei confronti dell’altro. Una volta riconosciuta la presenza di una dipendenza, il percorso avrà l’obiettivo di far apprendere, sviluppare e mantenere relazioni sane e, contemporaneamente, di accrescere il proprio senso di sicurezza, fiducia e autostima. L’obiettivo principale non consisterà quindi nel lasciare subito il partner, ma nel ricostruire la propria capacità di regolare le proprie scelte ed emozioni in modo autonomo, sviluppare una forma di pensiero maggiormente rivolto verso di sé, riconoscere ed ascoltare i propri bisogni e desideri, e inoltre imparare ad affermare i propri diritti. Si affronteranno assieme i sentimenti di vuoto e di ansia che possono generarsi quando si cerca di interrompere la dipendenza dall’altro.

Se ti trovi a vivere una relazione che presenta alcune delle caratteristiche descritte, se sospetti di essere vittima di una dipendenza affettiva o di una relazione d’amore patologica non esitare a contattarmi. Sono pronta ad aiutarti presso il mio studio di Milano.

Fonti:

Gabbard, G. O. (1995). Psichiatria psicodinamica: nuova ed. basata sul DSM-IV; edizione italiana a cura di Salvatore Freni. Raffaello Cortina Editore, Milano.

Guerreschi C. (2013). La dipendenza affettiva. Ma si può morire anche d’amore?Ed. Franco Angeli.

Lingiardi V. (2005). Personalità dipendente e dipendenza relazionale. In “Le dipendenze patologiche” a cura di Caretti V. e La Barbera D., Raffaello Cortina Editore, Milano.

Sussman, S. (2010). Love Addiction: Definition, Etiology, Treatment”, Sexual Addiction & Compulsivity, 17:31-45.

Nazare-Aga, I. (2014). La manipolazione affettiva. Ed. Ultra.